Investire in Buoni Fruttiferi Postali 2016 conviene o no?

Oggi cercheremo di capire in semplici parole se investire in Buoni Fruttiferi Postali è conveniente o meno.

In un momento di profonda crisi finanziaria globale come quello di inizio del 2016 che non sono coincise con le previsioni 2016,  con la paura di un prelievo forzoso per un Bail In delle banche italiane, investire soldi per il risparmiatore medio italiano, è diventato sempre più complicato, ecco allora che si cerca di mettere i soldi al sicuro, e , visto che comprare oro e metterlo in casa non è la soluzione più sicura che si possa trovare, ecco che il risparmiatore è tornato verso vecchie forme di risparmio garantito come i Buoni Fruttiferi Postali o obbligazioni di Stato.

buoni fruttiferi postali

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Fattori positivi di un investimento in Buoni Fruttiferi Postali:

  1. Sono investimenti garantiti dallo Stato.
  2. Sono investimenti che hanno un regime fiscale agevolato di oltre la metà di altri strumenti finanziari , cioè solo del 12,5%.
  3. Sono investimenti che hanno un rendimento noto già alla stipula del contratto ( a parte per un tipo di BFP che hanno parte del rendimento legato a degli indici di borsa, ma comunque sempre un rendimento base noto fin dall’inizio).
  4. E’ un investimento di cui possiamo riprendere il capitale quando vogliamo.
  5. E’ un investimento che non ha spese di gestione.
  6. E’ un investimento che non ha spese in caso di prelievo.

Aspetti negativi di un investimento in Buoni Fruttiferi Postali:

  • Il rendimento è basso. In questi ultimi anni il rendimento dei Buoni Fruttiferi Postali si è abbassato anno dopo anno, arrivando ad essere inferiore all’uno per cento all’anno. In linea con l’inflazione sì, quindi non ci perdiamo niente, ma nemmeno ci guadagniamo in modo sufficiente a definirlo ‘ìnvestimento’, infatti è più opportuno chiamarlo un tipo di risparmio postale gestito.
Investire in Buoni Fruttiferi Postali 2016 conviene o no?ultima modifica: 2016-02-12T11:48:16+00:00da blogmasterpg
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